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Sannazzaro
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Oggi non esiste più traccia delle imponenti fortificazioni erette sin dal medioevo ( tre castelli con mura di epoche diverse ), perché il paese è stato più volte saccheggiato e semidistrutto; dal Barbarossa nel 1155, viene occupato quindi dai Francesi, dagli Spagnoli ed in epoca più recente dagli Austriaci. Dal XIV secolo appartenne ai Malaspina ( vedi lo stemma nobiliare sul Portone (1705) antico accesso alla città e giunto sino a noi. Nel corso dei secoli le numerose piene del Po, ne ha sconvolto l’originale aspetto, obbligando la popolazione ad edificare le abitazioni sulla parte più elevata dell’argine. A testimonianza della disastrosa inondazione del Po nel 1705, e per ringraziare la S.Vergine del miracoloso ritrarsi delle acque, gli abitanti hanno edificato nel 1714 il Santuario dedicato alla Madonna della Fontana, al suo interno è visibile l’affresco a lei dedicato e numerose tele settecentesche. Risalgono al ‘700 la Villa Pollini, Palazzo Pollone, il Palazzo Allevi, il Palazzo Fugazza , tanto per citarne alcuni. Nel centro di Sannazzaro nella chiesa Parrocchiale di epoca gotica, costruita nel 1400, ma più volte modificata, si possono vedere affreschi del 1500, le statue in legno dei Santi  Patroni Nazzaro e Celso     ( XIV secolo ) ed il Crocefisso ( XV secolo ). Sul territorio è situata un’oasi naturalistica ( a tutela regionale ) comprendente tra l’altro il tratto del Po che scorre sotto il ponte di “ferro” ove è possibile “sorprendere”la ricca fauna stanziale e migratoria. Nel Parchetto dell’ Agognetta (area protetta) per la nidificazione di numerose specie di uccelli acquatici, se, si è fortunati si può incontrare la tartaruga palustre. Il 16 e 17 giugno  la Proloco con il sostegno del Comune e con la collaborazione  della Federazione Italiana Cuochi  organizza la “ Sagra del Riso “, giunta quest’anno alla XXa edizione, con l’assegnazione del “Chicco d’Oro “ al miglior cuoco dilettante lomellino. La piazza Mercato, viene trasformata in un accogliente ristorante con 300 coperti, dove il riso lomellino ingrediente principe della tradizione gastronomica contadina, abilmente cucinato si trasforma  nel “ risotto alla milanese” con pasta di maiale, ai funghi, allo champagne, ecc. ecc. , e, accompagnato con i vini dell’ Oltrepò Pavese….. insomma buon appetito.  Il programma della manifestazione , comprende spettacoli musicali, e a mezzogiorno del  17 viene assegnato il tradizionale Premio  Bella Lombardia. Nel contesto delle varie manifestazioni merita rilievo l’esibizione del conosciuto gruppo – delle mondine di Valle – che con le loro canzoni d’amore e di lotta fanno rivivere le loro giornate di faticoso lavoro, chine nel fango tiepido delle risaie, testimonianza di un’agricoltura che oggi non esiste più.

 
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