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Mortara
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Reperti archeologici datati IV secolo dopo Cristo presumibilmente indicano il periodo della sua fondazione, dei secoli successivi sino alla fine della dominazione romana non rimane nulla, la porta di Giove fu abbattuta nel 1748.La città fu fondata pare dopo la sanguinosa battaglia ( 12 ottobre 773 ) che si svolse nel luogo dove oggi c’è l’ Abbazia di S.Albino   ( V secolo ), tra il vincente Carlo Magno e lo sconfitto longobardo Desiderio. Nei secoli successivi e sino al medioevo fu al centro di un pellegrinaggio religioso trovandosi sulla strada Francigena e sede dall’ XI secolo dell’ordine monastico dei Mortariensi. Nel 1400 Gian Galeazzo Visconti la chiama Beldiporto, quasi una località turistica per quei tempi, ove la corte organizzava battute di caccia negli splendidi boschi. La sua economia è legata a Vigevano e Pavia, infeudata a Ludovico il Moro tra il 1467 ed il 1489, viene barbaramente espugnata nel 1527 da Francesco Borbone. Nel 1706 diventa capoluogo della lomellina con l’ annessione allo Stato Sabaudo, dopo un lungo assedio dell’esercito Franco – Piemontese. Delle antiche fortificazioni non si trova traccia, ma sono presenti chiese e basiliche che al loro interno custodiscono significative opere pittoriche. La gotica basilica di S.Lorenzo ( 1375-1380 ) è adornata da tavole di Bernardo Lanino raffiguranti la Madonna del Rosario ( 1515), da  cinque opere di Giulio Cesare Procaccini, la tavola dell’altare e del Cerano.
Da segnalare il bassorilievo in legno del presepe         ( inizio XV secolo ). La chiesa di Santa Croce così come è oggi risale al 1596, si possono ammirare opere del Lanino, di Bernardino Ferrari, del Moncalvo e di Palma il Giovane. La chiesa di S.Carlo edificata come voto popolare dopo l’epidemia di peste del 1630, custodisce le spoglie di Santa Veneranda Martire. In memoria della sconfitta subita dai Piemontesi da parte dell’esercito Austriaco il 21 maggio 1849, viene eretto l’obelisco in località Sabbioni nel 1852.
Oggi è un centro di riferimento per le attività agricole, con un buon tessuto industriale commerciale, ma è in primo luogo un centro gastronomico legato alla produzione del salame d’Oca, del patè e dei salami, che ha origine delle centenaria tradizione culinaria della Lomellina ove l’oca ne è l’emblema.
L’ultima domenica di settembre si tiene la Sagra del Salame d’Oca, in un grandioso scenario medievale, si svolge il Palio dell’ Oca tra le sei contrade cittadine.
Il “ volgare “ gioco dell’ oca, con pedine umane, nelle 50 caselle, si trasforma in una gara di abilità nel tiro degli arcieri delle contrade, che determinano la vittoria finale.
Gli sbandieratori di Mortara sono conosciuti anche fuori dei nostri confini nazionali e per la loro bravura hanno contribuito ad inserire Mortara nel prestigioso elenco nazionale dei pali " storici “, durante la manifestazione si possono assaggiare ed acquistare le tipiche specialità gastronomiche d’oca.  

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